“Non toccatemi Ciccia”
La storia di una volpe che ha trovato una famiglia
IL CASO Il cucciolo rischia lo “sfratto” dopo i recenti provvedimenti
I bambini la conoscono come la favola di Red e Toby, i due famosissimi amici-nemici. Red è una piccola volpe e Toby è un simpatico cane da caccia e insieme ne combinano di tutti i colori. Una favola che è diventata realtà: alle porte di Parma vivono nei pressi di Lemignano, Ciccia e Polly, anche loro due amici-nemici. Si rubano le caramelle e si tirano le pesche: quando è notte, poi, Ciccia trova sempre la maniera per lasciare Polly senza coperte: un povero cane corso che si è fatto venire persino una gravidanza isterica per accudire la terribile Ciccia. E’ lunga pressappoco come un bassotto, ma ha soltanto cinque mesi: emette dei mugolii che sembrano il pianto di un bambino, ma è meglio non lasciarsi convincere dalla sua timidezza apparente perché, in realtà, è un vero terremoto.
Da quando aveva due mesi, vive in casa di Maria Grazia Lori: “Faceva parte di una cucciolata rimasta orfana. La volpe madre era stata ammazzata da un cacciatore di Asti che commosso dalla situazione si prese la briga di portare le piccole volpi alla Lipu di Parma. Una di queste è scappata, mentre le altre sono state integrate nel loro habitat naturale. Ciccia invece è arrivata in adozione perché aveva fratture multiple e quindi aveva bisogno di cure veterinarie. Ogni tanto zoppica ancora. Comunque è seguita dalla responsabile del centro della Lipu di Parma e dal veterinario”.
La storia di Ciccia potrebbe ora vere un brutto epilogo, perché secondo il ministero dell’Ambiente animali come volpi, tartarughe, topi, scimmie e pitoni sono pericolosi per la salute e la sicurezza pubblica. Un lungo elenco di specie animali vietate è stato pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale del 3 ottobre.
“Non me la possono togliere – continua Maria Grazia Lori, addestratrice di cani nel campo “Nara e Agor” – la mia piccola volpe ha avuto l’imprinting umano e vive quotidianamente nel mio appartamento, o meglio in un salone riadattato per i cani. Le ho messo la pettorina e gradatamente anche il collare. Dorme dentro una gabbia, insieme ai suoi amici cani, con i quali socializza moltissimo: si attacca sempre alla coda di Polly, che lei ha identificato probabilmente come la madre sostitutiva. Ha già memorizzato gli orari dei pasti: quando ha fame, si alza sulle due zampe posteriori e si appoggia perché vuole la ciotola con i bocconcini di carne. E’ golosa di frutta e caramelle. Addirittura quando andiamo in auto dal veterinario, lei rimane immobile sulle mie gambe con le zampette sul volante”.
“Se me la togliessero sarebbe un grande dolore – continua Maria Grazia Lori – sarebbe come togliere un membro della mia famiglia. Una cosa innaturale: non può essere liberata perché non riuscirebbe a sopravvivere, non avendo i mezzi di difesa, E’ troppo timorosa di ciò che non conosce”.
Quando arrivano degli estranei, Ciccia si nasconde nella sua tana artificiale, fra il tavolino e il divano del salone. Maria Grazia la prende in braccio e lei nasconde la testa fra i capelli della sua padrona. Conosce soltanto i suoi amici cani: un lupo italiano, un san bernardo, un dobermann,un meticcio e naturalmente Polly. Con questo decreto, forse Ciccia dovrà fare le valigie. Senza una meta potrebbe essere costretta ad andarsene via, sfrattata come gli altri animali che – secondo il ministero – “possono arrecare effetti mortali o invalidanti per l’uomo, o possono trasmettergli malattie infettive”.
E’ difficile pensare che dietro a quegli occhietti vispi, possa nascondersi un piccolo killer.
Il WWF ha chiesto infatti una modifica del decreto per evitare spiacevoli separazioni familiari e per rendere più chiara la sorte di tutti quegli animali che, come Ciccia, dormono sotto il divano nel salone.
Mara Varoli